Conviene immatricolare l'auto come Autocarro?

 pubblicato il20/11/2019 10:04:58 sezione Blog
Conviene immatricolare l'auto come Autocarro?

Nel corso degli anni si è maturata la convinzione che immatricolare l'auto come autocarro potesse portare ad un enorme risparmio fiscale ed in alcuni casi effettivamente c’è. Vediamo quindi quando e come è possibile immatricolare un automezzo come autocarro e beneficiare di un trattamento fiscale e quando invece l’immatricolazione come autocarro diviene semplicemente un rischio a fronte del quale il risparmio di imposta o sulle tasse non giustifichino l’impresa.

Che differenza c’è fra trattamento fiscale come autocarro e trattamento fiscale come auto ad uso promiscuo
Il regime di deducibilità ai fini Irpef o IRES varia notevolmente in quanto nel caso di autocarro parliamo di mezzo strumentale e come tale qualsiasi costo relativo a tale mezzo sarà deducibile al 100% dal reddito imponibile mentre nel caso di automezzi promiscuamente adibiti all’attività propria dell’impresa o di lavoro autonomo sarà soggetta a delle detrazioni fiscali.

Ai fini della detrazione Iva non vi sono problemi in quanto è prevista nella misura del 40% indipendentemente dalla natura giuridico del soggetto che acquista il bene sia che sia un lavoratore autonomo sia titolare di partita Iva, sia un agente o un rappresentante di commercio sia un’impresa in quanto, secondo una direttiva europea viene data per assodata l’inerenza dell’utilizzo della macchina per l’attività.

Ai fini Irpef, IRES e Irap la deduzione dell’auto quindi potrebbe determinare un indubbio vantaggio fiscale ed essere conveniente immatricolare l’automezzo come autocarro in quanto sul piatto possiamo quantificare un risparmio in un buon 70%. Ai fini Iva invece no perché vale la stessa detrazione del 40%.

Quali sono e come si classificano gli autoveicoli
Negli anni scorsi il contribuente faceva immatricolare un mezzo in altre categorie proprio per beneficiare della ridotta tassazione sugli autocarri sfruttando un buco normativo che poggiava le proprie basi su requisiti di natura esclusivamente formali come l’immatricolazione. Poi con l’avvento dei SUV si è assistito ad una sproporzione nelle immatricolazioni che ha indotto il legislatore a correre ai ripari ed ha capito che doveva intervenire su una norma per identificare quelli che erano effettivamente classificabili come autocarri e quali invece erano falsi.
Per cui la formula prevede che il rapporto fra potenza e portata deve essere uguale e maggiore di 180 kilowatt.
Gli autoveicoli si classificano in tre macro categorie che sono:
- i ciclomotori
- i motoveicoli
- gli autoveicoli.

Esistono infatti due categorie principali che sono la M1 che identifica i veicoli progettati per il trasporto persone mentre N1 identifica i veicoli progettati e immatricolati per il trasporto di merci e con una massa non superiore a 3,5 tonnellate. La scelta di come immatricolarli è praticamente libera nel senso che le modifiche da apportare per esempio ad un SUV per farlo diventare autocarro sono praticamente inesistenti.

Trattamento fiscale degli acquisti delle autovetture
L’Agenzia delle entrate, con lo specifico provvedimento del 6 dicembre 2006, afferma che non rientrano fra la categoria degli autocarri tutti quei veicoli che pur essendo stati immatricolati nella categoria N1 hanno il codice di carrozzeria F0, hanno quattro o più posti e hanno il rapporto che viene spiegato successivamente superiore a 180.

Inoltre esiste proprio una formula messa a punto dall’agenzia delle entrate per verificare tale rapporto.

Avendo questi dati: I= Potenza in kw / (portata in Tonnellate – tara in tonnellate)

Se il risultato è superiore a 180, il mezzo è considerato autoveicolo, in caso contrario è un autocarro.

Sanzioni e multe per utilizzo di falsi autocarri
Le sanzioni per questo genere di infrazione sono di due tipologie, una riguarda il risarcimento dei costi dedotti in modo illegittimo dal contribuente, la seconda riguarda una sanzione per trasportare persone in automezzi che sono stati destinati al trasporto di cose. La sanzione prevista per questa ultima infrazione è da 389 € a 1559 € a cui aggiungere anche la sospensione della patente da uno a sei mesi. Questa infrazione potrà essere rilevata da tutti gli organi di controllo polizia, vigili urbani, Guardia di Finanza.

Facciamo un esempio per i lavoratori autonomi
L’acquisto di un’auto porta una detrazione ai fini fiscali pari al 20% del costo sostenuto mentre nel caso di acquisto di un vero e proprio autocarro la situazione cambia e di molto in quanto la deduzione salirà fino al 100%.

Inoltre, bisogna considerare che esiste un tetto massimo che il legislatore fiscale individua nell'acquisto di questi mezzi, per le auto il limite è di € 18.075,9 mentre per i motocicli è pari a € 4131,66 mentre per i ciclomotori o simili è di € 2065,83.

Per cui, se prendiamo un'autovettura di € 18 mila nel caso di acquisto ed immatricolazione come automezzo dovremmo considerare che il risparmio di imposta sarà pari all’80% (100% nel caso di autocarro – 20% nel caso di lavoratore autonomo) applicata però alla quota di ammortamento annua che immaginiamo essere di un altro 20%. Il risparmio quindi potrà essere di € 1500 l’anno. Insomma per chi ha una società non stiamo parlando di cifre che, a mio modesto avviso, giustifichino le sanzioni e soprattutto la sospensione della patente da uno a sei mesi.

Per i lavoratori autonomi vale un solo mezzo
Ricordate anche che per i lavoratori autonomi sarà consentito portare in detrazione un solo mezzo.

Trattamento fiscale leasing auto
Tanto vale allora valutare la convenienza di acquistare con un leasing o noleggio a lungo termine



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